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POTENZA DI UN SORRISO SMAGLIANTE

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A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

 

Potenza di un sorriso smagliante. Nelle donne arma di seduzione, nell’uomo strumento di autoaffermazione. Per entrambi è un segnale indiscutibile di buona salute e di attenta cura di se. Mostrare incisivi candidi e gengive a posto aiuta anche nella carriera e non solo per gli attori o le personalità sotto i riflettori. Un aspetto curato e gradevole, un sorriso smagliante ci rende più sicuri. Nell’espressività, e quindi nella mimica per il volto, il sorriso rappresenta un elemento promozionale di positività, di apertura e di cordialità, ingentilisce il dialogo e ottimizza l’impatto interpersonale. Il passare del tempo, sostanze coloranti e alcuni farmaci cambiano l’aspetto originale dello smalto dentale rendendolo più opaco e giallo.

Nuove tecnologie e materiali più moderni danno oggi la possibilità di cambiare un’estetica imperfetta. Lo sbiancamento dei denti è una procedura ormai consolidata nelle cure dentali di tipo cosmetico.

Esistono fondamentalmente due metodiche di sbiancamento: domiciliare e alla poltrona.

Il trattamento sbiancante domiciliare prevede l’uso di mascherine in silicone morbido che riproducono esattamente la forma delle arcate dentarie, al cui interno viene inserita una giusta quantità di gel sbiancante prima di essere applicate sui denti. Le mascherine sono personalizzate, perché riproducono esattamente la forma delle arcate dentarie del paziente, e vengono consegnate dal dentista dopo aver eseguito un’accurata visita del cavo orale necessaria per escludere controindicazioni come carie e gengiviti.

Prima di sottoporsi allo sbiancamento è sempre necessario eseguire una seduta di igiene orale, per eliminare ogni traccia di placca batterica e tartaro. Non dimentichiamo infatti che il trattamento eseguito in presenza di placca e tartaro o, peggio ancora, carie e malattie parodontali, non solo non è efficace, ma può aggravare le patologie suddette.

Lo sbiancamento alla poltrona è quello che viene eseguito presso lo studio del dentista, ed è in grado di restituire un sorriso smagliante in una sola seduta di circa un’ora. Si tratta dello sbiancamento con lampada a raggi UV. Questa metodica prevede l’utilizzo di un gel a base di perossido di idrogeno che, grazie all’attivazione dovuta alla lampada, riesce a penetrare più efficacemente nello smalto provvedendo ad ossidare le sostanze che hanno causato l’ingiallimento dei denti. Si ottiene così uno sbiancamento più rapido, efficace e duraturo.

Un sorriso splendente, brillante, può fare la differenza. Il sistema di sbiancamento con la lampada rende questa possibilità più facile e veloce.


Una ricerca inglese ci mette in guardia dal consumo eccessivo di zuccheri

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Un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha portato avanti una ricerca al fine di stabilire la relazione fra quantità di zuccheri assunta con la dieta e incidenza della carie.

Se è certa la correlazione fra zuccheri e carie, poco si sapeva su quale fosse il livello soglia di assunzione di zuccheri per non incorrere in carie.

Esaminando un grande numero di cartelle cliniche i ricercatori hanno rilevato ad esempio che se negli Stati Uniti circa il 92% degli adulti di età compresa tra 20 e 64 anni ha avuto una carie in almeno uno dei denti permanenti, di contro in Nigeria – dove il consumo massimo giornaliero di zucchero si aggira intorno ai 2 grammi – la carie dentale è un problema che riguarda solo il 2% della popolazione adulta.

Per quanto attiene ai bambini i ricercatori hanno scoperto che passare da un consumo di zucchero paria zero a quasi il 5% del totale delle calorie giornaliere porta a raddoppiare il numero di carie.

In definitiva i ricercatori hanno indicato che un utilizzo che va dai 15 ai 25 grammi di zucchero al giorno è compatibile con una buona salute orale.


Una gravidanza sotto controllo Odontoiatrico

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                       A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

Nel corso della gravidanza l’organismo della donna subisce notevoli modificazioni. Uno dei principali cambiamenti riguarda la quantità di sangue in circolo, che aumenta fino quasi a raddoppiare: lo scopo è quello di assicurare una corretta irrorazione di tutti gli organi della gestante, nonché quelli di nuova formazione nel feto.

Con l’aumentare della quantità di sangue i vasi sanguigni subiscono una sensibile dilatazione e le pareti divengono più permeabili, provocando la fuoriuscita della parte acquosa presente del sangue. Di conseguenza tutte le mucose del corpo comprese quelle gengivali assumono un caratteristico turgore, rigonfiamento.

Il cambiamento degli equilibri ormonali influenza negativamente la risposta immunitaria, facilita la proliferazione dei batteri del cavo orale ed induce la secrezione di una saliva un po più acida.
Per tutti questi motivi nel periodo della gestazione sono frequenti i disturbi gengivali: l’infiammazione ed il rigonfiamento delle gengive provoca dolore e sanguinamento, specie negli ultimi mesi di gravidanza, anche in seguito alla normale pulizia quotidiana con lo spazzolino; i focolai di carie preesistenti possono subire un rapido aggravamento ed evolvere in dolorosissime carie penetranti. Per cercare di prevenire questi disturbi occorre una buona igiene orale e frequenti visite dall’odontoiatra. In linea di massima andrà prenotata una visita dal dentista nel periodo fra la quarta e la sesta settimana di gestazione, in modo da programmare per tempo eventuali interventi necessari.

E’ bene sottolineare che le normali pratiche dentistiche non sono controindicate durante la gravidanza, comprese quelle che prevedono l’impiego dei comuni anestetici locali, in ragione del loro scarso assorbimento. Tuttavia conviene limitare gli interventi ai casi urgenti ed improcrastinabili, e rinviare, ove possibile, le cure. Bisogna soprattutto evitare le cure durante i primi tre mesi della gestazione, i più delicati per la formazione del nascituro, rimandandole ai mesi successivi.

E’ molto importante per la salute dei denti del bambino che nascerà l’assunzione di fluoro fin dalla gravidanza e per i primi anni di vita del bambino. Il fluoro entra a far parte della componente minerale dello smalto dei denti rendendolo più resistente all’attacco acido, demineralizzante, della placca batterica. E’ consigliabile iniziare l’assunzione del fluoro fin dalla gravidanza, secondo la prescrizione del dentista in accordo con il ginecologo.
Per concludere i nostri consigli per mantenere intatto il sorriso durante e soprattutto dopo la gravidanza sono:

• Intensificare la cura dell’igiene orale.
• Seguire una dieta equilibrata e limitare il consumo di zuccheri.
• Nell’arco della gravidanza sottoporsi ad almeno due visite di controllo.
• Consultare il dentista ai primi sintomi di fastidio alle gengive o ai denti così che sia possibile intervenire il più precocemente possibile.
• Evitare o limitare o al massimo l’uso di farmaci.


Traumi bambini

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A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

Ai bambini piccoli piace giocare, è naturale, e giocando fanno nuove esperienze, crescono e si divertono. Ma si sa, giocando possono andare incontro anche a dei piccoli incidenti, che a volte interessano i denti.

Le conseguenze possono essere le più varie:

  • trauma sulla gengiva con conseguente copioso sanguinamento
  • tagli alle labbra e/o alle guance come conseguenza dell’urto con i denti
  • trauma diretto sui denti che può causarne una semplice infiammazione fino ad arrivare ad una frattura parziale o totale e, in alcuni casi, alla perdita del dente


COSA FARE

Nei casi più semplici è sufficiente tamponare la perdita di sangue con una garzina sterile o, in mancanza di questa, con dei tovaglioli puliti, mettere del ghiaccio esternamente e somministrare una tachipirina per calmare il dolore.

Se la ferita risulta ampia o se c’è stato un trauma sui denti che ne ha comportato la frattura bisogna recarsi dal dentista che attuerà la migliore terapia in relazione al caso.

Se invece in seguito al trauma il dente è volato via integro, allora sarà bene ripulirlo dalla sporcizia e metterlo in un bicchierino con del latte e recarsi immediatamente dal dentista, che, in alcuni casi, sarà in grado di reinserirlo.

Le percentuali di successo del reinserimento nella prima ora successiva all’estrazione è confortante!


L’Igiene e la Sterilizzazione nello studio Odontoiatrico

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A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

Affrontiamo un argomento che in molti suscita dubbi e perplessità ogni qualvolta che ci si accinge ad essere sottoposti ad un trattamento medico invasivo: l’igiene e la sterilità nello studio odontoiatrico.
La possibilità di contrarre infezioni dal dentista è ancora oggi un evento teoricamente possibile, che viene quotidianamente scongiurato grazie alla messa in atto di rigorose procedure di sterilizzazione degli strumenti e delle attrezzature.
Il personale dello studio dedica tempo e metodologie specifiche alle procedure di sterilizzazione ed è costituito da operatori adeguatamente istruiti e ben consapevoli della necessità di seguire scrupolosamente il protocollo convalidato al fine di garantire la perfetta sterilizzazione di tutti gli strumenti.
Il materiale potenzialmente contaminato proveniente dalle sale operative viene portato in sala di sterilizzazione, dove viene sottoposto ad un primo lavaggio in un termo-disinfettore, una sorta di lavastoviglie altamente specializzata in grado di effettuare un lavaggio degli strumenti al fine di eliminare i residui organici ed inorganici che rimangono adesi.
Finita questa fase si procede alla decontaminazione chimica che prevede la permanenza degli strumenti in una apposita soluzione decontaminante per un tempo prestabilito.
A questo punto gli strumenti vengono risciacquati in acqua corrente e posti in una speciale vasca ad ultrasuoni in grado di eliminare le più fini particelle di materiale eventualmente rimaste ancora adese agli strumenti.
Segue quindi un nuovo risciacquo e l’asciugatura, cosicché gli strumenti possono essere imbustati in uno speciale sacchetto medicale trasparente. Successivamente la busta con i singoli strumenti all’interno viene inserita in autoclave (o sterilizzatrice a vapore), una speciale apparecchiatura in grado di neutralizzare qualsiasi microorganismo e rendere quindi perfettamente sterili gli strumenti.
Gli strumenti sterili vengono conservati imbustati ed aperti solo un attimo prima di cominciare l’intervento terapeutico, in modo da garantire il mantenimento della sterilità.
Quotidianamente vengono sterilizzati ed imbustati non solo gli strumenti per uso chirurgico ma anche tutti gli strumenti di uso corrente come specchietti, pinzette, frese etc. Inoltre, quando possibile, viene utilizzato materiale monouso per poter garantire al paziente il massimo della sterilizzazione e dell’igiene.
Gli strumenti e le attrezzature che non possono essere sterilizzati in autoclave, vuoi perché verrebbero danneggiati dall’eccesivo calore o perché fisicamente troppo grandi per poter essere inseriti nel macchinario, vengono sterilizzati a freddo, grazie all’utilizzo di moderne sostanze chimiche in grado di distruggere i microrganismi patogeni.
Le superfici delle sale operative sono state realizzate con materiali che possono essere facilmente igienizzati; a tale scopo vengono utilizzati i disinfettanti più efficaci approvati dal Ministero della Sanità.
Sottoporsi a cure in un ambiente igienicamente irreprensibile che mette in atto un severissimo sistema di controllo è un diritto di ogni paziente; garantire che tutto ciò possa avvenire è un dovere di chi esegue le cure.

 


Sport e Traumi Dentali

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La pratica sportiva oltre che salutare è molto spesso fonte di traumi in varie zone del nostro organismo e in particolare dei denti.

Ciò che molti non sanno è che non sono solo i cosiddetti sport cruenti o di contatto come il rugby, l’hockey, il pugilato a causare traumi, ma anche una caduta dagli sci o una semplice partita di calcetto con gli amici può essere fonte di un trauma dentale.

Qualunque sia il danno l’importante è intervenire con tempestività e diversificare gli interventi in base alle conseguenze.

In relazione all’intensità e all’incidenza del trauma si possono verificare fratture parziali solo dello smalto, di smalto e dentina, fratture radicolari, avulsioni complete del dente, lussazioni con mobilità e dislocamento del dente.

In caso di frattura dello smalto è importante trovare e conservare il frammento che va mantenuto in soluzione fisiologica o latte; provvederà poi il dentista a riattaccarlo al resto del dente.

Se però la frattura ha causato l’esposizione della la polpa dentale il trattamento diventa più complesso in quanto bisogna prima fare la devitalizzazione e poi ricostruire il dente.

Nel caso in cui la frattura sia a livello della radice la prognosi è infausta e si è costretti ad estrarre il dente.

Quando invece in seguito al trauma il dente viene avulso, spesso può essere reinserito; l’importante è che l’intervento sia eseguito al più presto possibile in quanto la prognosi favorevole dipende dal tempo che intercorre tra l’evento e il reinserimento.

In caso di lussazione, invece, previa anestesia, il dente viene riposizionato e fissato ai denti vicini e la percentuale di successo è abbastanza alta.

Naturalmente come sempre prevenire è meglio che curare e quindi il miglior strumento per evitare guai è il paradenti o mouth-guard.

Questo è un apparecchietto che si inserisce tra le due arcate dentali; ne esistono di preformati ma i migliori risultati si ottengono con quelli fatti su misura prendendo un’impronta delle due arcate.


La Prevenzione della Carie

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A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

Se è vero che prevenire è meglio che curare, quando ci si riferisce alla carie dentale questo antico proverbio diventa un comandamento, in quanto i denti sono costituiti da tessuti stabili che non vanno incontro a rinnovamento e che quindi non possono essere riparati dall’organismo se colpiti da un processo distruttivo, ma devono essere ricostruiti con materiali artificiali.

Tre sono i fattori principali che provocano la carie.

I batteri capaci di produrre acidi dalla digestione degli zuccheri; l’ospite suscettibile, che altro non è se non il nostro dente, più o meno resistente all’azione degli acidi e più o meno aggredibile dalla placca batterica in base alle sue caratteristiche micro e macroscopiche, alla presenza o meno di solchi sulla sua superficie e ad eventuali affollamenti con gli altri denti, causa della formazione di nicchie anfratti dove maggiore è l’accumulo di placca e impossibile azione delle setole dello spazzolino.

Il terzo è un fattore alimentare: gli zuccheri sono sostanze fondamentali nel determinismo della carie in quanto alcuni batteri normalmente presenti nella placca batterica sono in grado di digerirli trasformandoli in acidi capaci di distruggere lo smalto e la dentina.

E allora come difendersi e prevenire questa malattia?

Le corrette manovre di igiene orale sono di fondamentale importanza per allontanare i residui alimentari fonti di zuccheri per i batteri cariogeni.  L’uso dello spazzolino e del filo interdentale deve essere costante, quotidiano e ben eseguito.

Abitudini alimentari: una eccessiva quantità di zuccheri semplici ( glucosio, saccarosio, fruttosio ) nella dieta è un fattore predisponente all’insorgenza della carie. Marmellate, miele, caramelle e cioccolato sono tutti alimenti ricchi di zuccheri semplici ed hanno una consistenza tale da rimanere adesi più a lungo sulla superficie dentale.  Questi alimenti non vanno necessariamente eliminati dalla dieta, ma è sufficiente non abusarne e soprattutto lavare bene i denti dopo la loro assunzione.

Il fluoro è un elemento molto importante nella prevenzione della carie;  la sua assunzione regolare nel periodo di formazione e mineralizzazione dei denti, cioè fino a 12 anni, rende lo smalto più resistente all’azione degli acidi prodotti dai batteri cariogeni. Può essere somministrato sotto forma di gocce o compresse che vanno sciolte in bocca, ad un dosaggio adeguato all’età del piccolo paziente.

L’intervento dell’odontoiatra è quanto mai indispensabile nella prevenzione: possiamo effettuare a qualunque età delle somministrazioni topiche di fluoro mediante gel, vernici e dispositivi e rilascio controllato.  Questi presidi saranno in grado di promuovere i processi di rimineralizzazione dello smalto e inibire la crescita batterica e la produzione degli acidi.

Grazie a dei test specifici effettuati sulla saliva e sui batteri presenti nel cavo orale, siamo poi in grado di determinare il rischio soggettivo allo sviluppo della carie, e mettere così in atto un programma di prevenzione individuale che potrà garantire il mantenimento di una dentatura sana e robusta per lungo tempo.


L’Alitosi

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              A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

L’alitosi è un disturbo organico molto comune che coinvolge milioni di persone al mondo causando disagio e imbarazzo. È stato stimato che circa il 50% della popolazione occidentale soffre di questo disturbo che si caratterizza con l’emissione di un odore sgradevole con l’aria espirata.

Chi è affetto da questo disturbo spesso non si rende conto di avere l’alito cattivo in quanto subentra un adattamento progressivo del gusto e dell’olfatto agli odori sgradevoli.
L’alitosi può incidere in maniera considerevole nella vita sociale dell’individuo, in quanto ha una rilevanza psicologica considerevole. Le ripercussioni emotive sono evidenti: complessi, tendenza all’isolamento e stress legato alla frenesia di mettere in atto trucchi, palliativi e tentativi di mascheramento spesso inutili.

La causa dell’alitosi è da ricercarsi in più del 90% dei casi in problematiche legate alla salute della bocca. Sono false le credenze comuni che indicano in disturbi dell’apparato digerente l’origine dell’alito cattivo. Solo nel 10% dei casi l’alitosi è riconducibile a patologie sistemiche e si tratta comunque di patologie gravi come l’insufficienza renale cronica, la cirrosi epatica e il diabete mellito.
Ma cos’è che rende l’aria espirata di un odore così sgradevole? Sono i cosiddetti composti sulfurei volatili (VSC) che comprendono il solfuro di idrogeno, che ha odore di uova marce, il metilmercaptano, che odora di cavolfiore in decomposizione, l’acido isovalerico, il cui odore è simile a quello dei piedi sudati, e i composti amminici come putrescina e cadaverina. Questi composti si formano in seguito all’azione dei batteri anaerobi presenti nel cavo orale che provocano la putrefazione delle sostanze organiche proteiche contenute nella saliva, nei residui alimentari che compongono la placca batterica e nel sangue presente in bocca in caso di gengivite e parodontite. Questi batteri si annidano principalmente nella patina che si forma sul dorso linguale e nella placca batterica che si accumula su denti e gengive. La presenza di parodontiti, carie e protesi dentarie incongrue può favorire l’insorgenza ed il peggioramento dell’alitosi.
Per misurare l’alitosi esistono dei metodi empirici, come ad esempio passare un filo interdentale non cerato fra i molari superiori ed inferiori e dopo alcuni secondi odorarlo, oppure passare la lingua sul dorso della mano pulita e dopo alcuni secondi odorarla. Ma è soltanto l’odontoiatra che può stabilire con rigore scientifico se il disturbo è presente, analizzarne le cause e stabilire la terapia più idonea al fine di risolvere il problema alla radice. Chi è affetto da alitosi deve recarsi presso un Odontoiatra qualificato per essere sottoposto ad una visita accurata al fine di svelare eventuali fattori alitogeni (placca batterica, tartaro, patina linguale, carie e gengiviti).
Mascherare un alito cattivo non serve a niente: chewingum, spray e caramelle hanno solo un effetto temporaneo.

E allora cosa fare? Alcune semplici regole comportamentali possono ridurre il rischio di alitosi.

Il primo consiglio è quello di mantenere un’accurata igiene orale, che non significa soltanto lavare i denti ed usare il filo interdentale, ma anche avvalersi di un collutorio specifico e soprattutto spazzolare energicamente il dorso della lingua con uno strumento apposito.
Il secondo consiglio è quello di prevenire e curare le malattie dei denti e delle gengive.
Terzo consiglio non fumare. Le sostanze contenute nel fumo di sigaretta alterano l’equilibrio del cavo orale e favoriscono lo sviluppo di gengiviti, parodontiti e dei batteri anaerobi.
Quarto consiglio da seguire è quello di non saltare i pasti: il digiuno prolungato altera l’acidità del cavo orale e favorisce l’azione dei batteri anaerobi che sono così in grado di produrre una maggiore quantità di composti sulfurei volatili.
Può essere anche utile evitare cibi alitogeni come aglio, cipolle, porri e spezie, e mangiare vegetali freschi e fibrosi come carote e finocchi.
Curare il proprio aspetto significa anche avere cura della salute orale; un alito fresco ci aiuta ad essere disinvolti nei rapporti interpersonali ed è sinonimo di salute di denti e gengive.


Sigarette, fumo e denti

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Che le sigarette sono dannose alla salute e macchiano i denti lo sanno tutti i fumatori; però non tutti i fumatori sanno che il fumo di sigaretta distrugge le difese della bocca e facilita carie e parodontite. La temperatura elevata del fumo, e la miriade di sostanze tossiche che contiene, irritano le gengive ed in genere tutte le mucose della bocca (labbra, guance, lingua) e sono puro veleno per il sistema immunitario locale. Infatti i globuli bianchi nella bocca dei fumatori fanno molto male il loro lavoro, e la placca batterica prolifera molto più facilmente, anche perché il fumo è in grado di favorire la moltiplicazione dei batteri cariogeni, e di ridurre la produzione di saliva.

Non solo chi fuma ha normalmente più problemi orali, e deve spendere di più dal dentista, ma in base al numero di sigarette fumate, ogni fumatore spende una cifra annua in cure dentali che può arrivare anche a qualche migliaio di euro; la dipendenza da fumo è un nemico molto duro da sconfiggere, ma pensandoci forse vale la pena di fare il sacrificio, perchè non solo se ne guadagna in salute, ma si risparmiano più soldi di quelli necessari a pagare un normale piano di trattamento dentistico; e con quello che avanza ci si potrebbe regalare uno sbiancamento.


Consigli di Igiene Orale Domiciliare

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                    A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

Le principali malattie dei denti e dei loro tessuti di sostegno sono dovute a fattori ormai noti e controllabili tramite una corretta igiene orale. La carie dentaria e la malattia parodontale vedono infatti la placca batterica come principale fattore responsabile. La lotta preventiva andrà perciò rivolta verso la sua eliminazione.

La placca batterica, che è ben aderente ai denti, può essere rimossa solo con un’azione meccanica di strofinamento. Quest’azione viene esercitata principalmente dallo spazzolino da denti e dal filo interdentale.
Per ottenere risultati soddisfacenti nell’eliminazione della placca batterica non basta lavarsi i denti dopo ogni pasto, ma è necessario conoscere la tecnica corretta di spazzolamento e le modalità d’uso del filo interdentale.
Lo spazzolino deve avere il manico dritto, la testa non troppo grande, per poter raggiungere tutte le superfici dei denti e le setole sintetiche di durezza media.
I denti vanno spazzolati per un tempo non inferiore ai tre minuti, utilizzando uno schema ben preciso che ci consentirà di non trascurare nessuna zona.

Lo spazzolino va posizionato al confine tra denti e gengive con una inclinazione di circa 45 gradi, in modo che le setole entrino nel solco gengivale, nello spazio tra dente e gengiva; quindi va effettuato un delicato movimento di rotazione seguito da uno di asportazione che va dal rosa al bianco, cioè dalla gengiva verso la superficie coronale del dente.
La rotazione deve avere un’efficacia tale da distaccare la placca da tutte le superfici dentali mentre il movimento apico-coronale (dal rosa al bianco) serve per l’eliminazione vera e propria della placca. Questi movimenti vanno ripetuti anche sul lato interno di entrambe le arcate.
Una superficie da non trascurare è quella occlusale, cioè quella che tritura il cibo, che va detersa con un movimento orizzontale parallelo alla superficie stessa.
La scelta del dentifricio non è così importante nell’igiene orale, sicuramente meno importante della scelta dello spazzolino. È opportuno scegliere un dentifricio al fluoro, sostanza che favorisce la rimineralizzazione dei denti e ha una azione antisettica.
Le manovre di igiene domiciliare vanno completate con l’uso del filo interdentale che serve a detergere le aree interprossimali, cioè le zone dove i denti sono a contatto fra loro e dove anche con l’uso più corretto lo spazzolino non può arrivare.
Il filo interdentale va utilizzato una volta al giorno, preferibilmente la sera; deve essere inserito tra due denti, spinto delicatamente fino a toccare la gengiva, e tirato verso l’esterno facendolo aderire bene alla parete di uno dei denti. L’azione va ripetuta due volte per interstizio, una per ogni dente che condivide lo stesso interstizio.
Per un’igiene più completa non bisogna trascurare la lingua, che va spazzolata con strumenti appositi per rimuovere i batteri in essa presenti che sono spesso causa di Alitosi.
L’uso quotidiano di spazzolino e filo e degli altri strumenti di igiene orale domiciliare è in grado di mantenere al minimo la formazione di placca e tartaro, ma spesso non riesce a prevenirla del tutto. E’ di fondamentale importanza quindi sottoporsi regolarmente a visite parodontali e a sedute di igiene professionale, con una frequenza consigliata dal dentista. Solo con una strategia mirata, basata su tecniche di igiene orale domiciliare e professionale adeguate e personalizzate, è possibile prevenire o controllare efficacemente l’insorgenza della carie e della malattia parodontale.