L’Alitosi

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              A cura del Dr. Giuseppe Della Torre

L’alitosi è un disturbo organico molto comune che coinvolge milioni di persone al mondo causando disagio e imbarazzo. È stato stimato che circa il 50% della popolazione occidentale soffre di questo disturbo che si caratterizza con l’emissione di un odore sgradevole con l’aria espirata.

Chi è affetto da questo disturbo spesso non si rende conto di avere l’alito cattivo in quanto subentra un adattamento progressivo del gusto e dell’olfatto agli odori sgradevoli.
L’alitosi può incidere in maniera considerevole nella vita sociale dell’individuo, in quanto ha una rilevanza psicologica considerevole. Le ripercussioni emotive sono evidenti: complessi, tendenza all’isolamento e stress legato alla frenesia di mettere in atto trucchi, palliativi e tentativi di mascheramento spesso inutili.

La causa dell’alitosi è da ricercarsi in più del 90% dei casi in problematiche legate alla salute della bocca. Sono false le credenze comuni che indicano in disturbi dell’apparato digerente l’origine dell’alito cattivo. Solo nel 10% dei casi l’alitosi è riconducibile a patologie sistemiche e si tratta comunque di patologie gravi come l’insufficienza renale cronica, la cirrosi epatica e il diabete mellito.
Ma cos’è che rende l’aria espirata di un odore così sgradevole? Sono i cosiddetti composti sulfurei volatili (VSC) che comprendono il solfuro di idrogeno, che ha odore di uova marce, il metilmercaptano, che odora di cavolfiore in decomposizione, l’acido isovalerico, il cui odore è simile a quello dei piedi sudati, e i composti amminici come putrescina e cadaverina. Questi composti si formano in seguito all’azione dei batteri anaerobi presenti nel cavo orale che provocano la putrefazione delle sostanze organiche proteiche contenute nella saliva, nei residui alimentari che compongono la placca batterica e nel sangue presente in bocca in caso di gengivite e parodontite. Questi batteri si annidano principalmente nella patina che si forma sul dorso linguale e nella placca batterica che si accumula su denti e gengive. La presenza di parodontiti, carie e protesi dentarie incongrue può favorire l’insorgenza ed il peggioramento dell’alitosi.
Per misurare l’alitosi esistono dei metodi empirici, come ad esempio passare un filo interdentale non cerato fra i molari superiori ed inferiori e dopo alcuni secondi odorarlo, oppure passare la lingua sul dorso della mano pulita e dopo alcuni secondi odorarla. Ma è soltanto l’odontoiatra che può stabilire con rigore scientifico se il disturbo è presente, analizzarne le cause e stabilire la terapia più idonea al fine di risolvere il problema alla radice. Chi è affetto da alitosi deve recarsi presso un Odontoiatra qualificato per essere sottoposto ad una visita accurata al fine di svelare eventuali fattori alitogeni (placca batterica, tartaro, patina linguale, carie e gengiviti).
Mascherare un alito cattivo non serve a niente: chewingum, spray e caramelle hanno solo un effetto temporaneo.

E allora cosa fare? Alcune semplici regole comportamentali possono ridurre il rischio di alitosi.

Il primo consiglio è quello di mantenere un’accurata igiene orale, che non significa soltanto lavare i denti ed usare il filo interdentale, ma anche avvalersi di un collutorio specifico e soprattutto spazzolare energicamente il dorso della lingua con uno strumento apposito.
Il secondo consiglio è quello di prevenire e curare le malattie dei denti e delle gengive.
Terzo consiglio non fumare. Le sostanze contenute nel fumo di sigaretta alterano l’equilibrio del cavo orale e favoriscono lo sviluppo di gengiviti, parodontiti e dei batteri anaerobi.
Quarto consiglio da seguire è quello di non saltare i pasti: il digiuno prolungato altera l’acidità del cavo orale e favorisce l’azione dei batteri anaerobi che sono così in grado di produrre una maggiore quantità di composti sulfurei volatili.
Può essere anche utile evitare cibi alitogeni come aglio, cipolle, porri e spezie, e mangiare vegetali freschi e fibrosi come carote e finocchi.
Curare il proprio aspetto significa anche avere cura della salute orale; un alito fresco ci aiuta ad essere disinvolti nei rapporti interpersonali ed è sinonimo di salute di denti e gengive.