I disturbi dell’articolazione Temporo-Mandibolare

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L’articolazione temporo-mandibolare è quella struttura anatomica che consente i movimenti della mandibola nei tre piani dello spazio, movimenti che ci consentono di masticare e parlare.
Come l’articolazione del ginocchio anche questa necessita dell’interposizione di un menisco per poter funzionare: si tratta di un disco articolare cartilagineo interposto fra i due capi ossei, il condilo della mandibola e la fossetta glenoidea dell’osso temporale.

Quando si alterano i naturali rapporti fra queste tre strutture possono insorgere disturbi dell’articolazione.
Si tratta di una varietà di situazioni che coinvolgono i muscoli della masticazione e l’articolazione stessa, nonché le componenti tissutali limitrofe. Il sintomo più frequente associato ai disordini Temporo-mandibolari è il dolore: questo si localizza ai muscoli della masticazione, alla zona intorno all’orecchio e alle articolazioni stesse, e si può estendere al capo e al collo sottoforma di una violenta crisi di cefalea muscolo-tensiva. L’apertura della bocca è fortemente limitata dallo spasmo doloroso dei muscoli della masticazione.
In altri casi si asiste ad una apertura asimmetrica della bocca che tende a deviare da un lato, solitamente accompagnata da rumori articolari che vengono avvertiti come click, crepitii o schiocchi.
La causa è da ricercarsi nella maggior parte dei casi in una occlusione anomala che spinge la mandibola fuori posizione quando il paziente compie i movimenti di masticazione: la mancanza di uno o più denti, la malposizione dentale, le malocclusioni, i traumi, possono essere tutti fattori scatenanti. In alcuni casi ci può essere un compenso adattativo, ma a lungo andare la patologia si manifesta con le caratteristiche che abbiamo visto.

Lo stress, l’ansia ed il logorio della vita quotidiana possono essere altresì fattori scatenanti un disturbo dell’articolazione temporo-mandibolare. Le parafunzioni che si vengono a determinare in questi casi, bruxismo, serramento e digrigamento, portano ad un sovraccarico del sistema con ripercussioni sui denti, sulle strutture ossee e muscolari e conseguenti cefalee ricorrenti a volte anche molto dolorose.
La terapia conservativa è la più indicata nella cura dei disturbi dell’articolazione Temporo-mandibolare. A seconda dei casi possono essere sufficienti dei semplici cambiamenti di abitudini; altre volte saranno necessari antinfiammatori e miorilassanti. La terpia a lungo termine prevede l’uso di apparecchi intraorali rimovibili. La chirurgia è riservata a quei casi che non subiscono miglioramenti con la terapia conservativa.
Il rimedio più efficace nella stragrande maggioranza dei casi è rappresentato dalla placca di Michigan, comunemente conosciuta come Bite.
Si tratta di una placca di resina dura che viene modellata secondo l’occlusione del paziente e viene equilibrata in bocca. Questa placca è in grado di fornire stabilità alle articolazioni Temporo-mandibolari, proteggere i denti, redistribuire le forze occlusali, rilassare i muscoli elevatori della mandibola e ridurre il bruxismo.

Altre volte sarà necessario associare una riabilitazione della funzione masticatoria mediante l’utilizzo di apparecchiature ortodontiche e/o protesiche.
Sarà lo specialista, di volta in volta, a giudicare quali siano i mezzi più idonei per risolvere la problematica.